Riflessioni in Vasca: Un Viaggio dal Passato al Presente
Quando ero bambino, uno dei miei piccoli piaceri era quello di immergere il corpo nella vasca da bagno, lasciando fuori solo il volto, con le orecchie immerse nell’acqua per ascoltare il suono della cascata che scendeva dal rubinetto. Passavo lunghi minuti in questa posizione, fissando il soffitto mentre l’acqua riempiva la vasca.
Ora, a distanza di cinquant’anni, mi trovo a Matera, in uno dei suoi straordinari Sassi, splendidamente ristrutturato dai proprietari e trasformato in un B&B. Non è la prima volta che soggiorno in un sasso, ma questo ha qualcosa di unico. Il proprietario, un geometra, ha collocato in una nicchia del sasso, che probabilmente nei primi del ‘900 era destinata a stalla o zona animali, una vasca soundwave giapponese. Questa vasca innovativa permette di collegare il tuo dispositivo in wireless e ascoltare la musica tramite le sue pareti, creando un’esperienza immersiva e sorprendente.
Mi sono immerso nella vasca, riprendendo quella pratica infantile di godermi il momento e, mentre le vibrazioni della musica pervadevano il mio corpo, ho fissato il soffitto, riflettendo su quanto fossi fortunato. Ma poi, guardando il soffitto, il mio pensiero è andato oltre: non pensavo più a me stesso, né a quel bambino di un tempo. Il suono delle onde del mare, che i profughi ascoltano quando sono immersi nell’acqua salata, ha preso forma nella mia mente. Quelle onde, che iniziano come suoni minacciosi e si trasformano, attraverso la speranza, nei richiami dei soccorritori, rappresentano una realtà ben diversa dalla mia esperienza.
Ho riaperto gli occhi, ho pensato a quel bambino che ero e al presente che stavo vivendo, e sono uscito dalla vasca con una nuova consapevolezza.








Lascia un commento